martedì 27 ottobre 2009

Fabiano Alborghetti


Canto V
Occorrevano quei riti alla forma di famiglia
allo stato fermo e ricco di famiglia benestante:
il bambino da lasciare nel recinto a piano terra

con lo scivolo ed i giochi, con le bolle in gommapiuma
poi ognuno alla funzione, certi acquisti nel carrello
da riempire in ogni spazio, certe marche che sapeva

esser meglio, come il detto chi più spende meno spende
e l'offerta raccoglieva, il tre per due con il regalo
con il punto che spedito mette in gara all'estrazione.

Occorre molto ripeteva, occorre avere
per sapere che felici non si accade e il prodotto è un senso primo
colma fitto ogni altro smarrimento: è una vita che lavoro

certe cose sono diritto come prendere il prodotto senza il marcio della rogna
senza essere fregati
e chi si fida di quei nomi, i mai sentiti alla tivù?

Poi la fame nominava: niente basta
mentre fuori nel parcheggio tra le auto tutte in fila il carrello accanto e pieno
scaricava nel baule, ogni sporta chiusa bene perché niente si smarrisse

perché nulla andasse perso, fosse preda d'altre mani...

(da Registro dei fragili)

1 commento:

  1. occorre essere, poi fare ed infine avere

    abbracci sonori

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La Tela Sonora

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