martedì 30 giugno 2009

CHE COS'È LA POESIA?





Con questo numero, nasce un piccolo foglio dentro cui avvengono cinque voci attorno ad una semplice, abissale, domanda:



CHE COS'È LA POESIA?


Più che una domanda, potrebbe essere un'eco che fluttua dalla tradizione orale alla scrittura, un boomerang, un significato che sporge, come un osso dal silenzio, attraverso i secoli e le vastità oceaniche tra i continenti.

Risposta non esiste e non va nemmeno tentata, perché sarebbe un gesto inutile, dissacratorio, semplificante e banale, salvo rare eccezioni.

Queste cinque voci, da me chiamate per questo incontro, a loro volta chiamano qui, con la loro presenza e la loro parola, la poesia stessa, abitandone la prossimità e creando la sua annunciazione.

L'idea è nata da Michelangelo Camelliti: un'altra sua apertura editoriale sgorgata dal suo solito desiderio di toccare l'ombelico magnetico e generativo della poesia, infilando il piccolo anello vuoto da cui si irradiano i raggi della ruota, ciò che permette la rotazione e il viaggio della poesia stessa.

Affidare a me questa idea è solo un transito.

Ho subito pensato ad un foglio povero, scarnificato, volendo parole/pane e persone/pane.

Cinque voci perché il 5 ha una risonanza segnica e significativa che percuote l'intero occidente e non solo. Risulta più che sufficiente: stellare.

Gli ospiti portano se stessi nella loro esperienza, sensibilità e ricerca artistica: esprimono il loro solco specifico, chi nella traduzione, chi nell'editoria, chi nel sentire profondo prima ancora che nella scrittura, chi nello studio finalizzato alla trasmissione, alla didattica.



Ho invitato:

Giulia Niccolai per il rigore e l'eccellenza del suo lavoro interiore che rifluisce in scrittura.

Giuliana Lucchini nella qualità di traduttrice.

Marina Giordani come editrice per lo Studio Calcografico Urbino.

Daniela Mattiacci per la serietà, la competenza, la partecipazione con cui insegna ai bambini della scuola elementare.



Credo che la figura del traduttore, dell'editore, dell'insegnante siano perni fissi per la sopravvivenza della poesia. Saranno voci, quindi, permanenti nel foglio da me curato.



La quinta voce è la poesia stessa: l'unica voce ad esporsi anonimamente. Ho chiesto volutamente questo ritiro di firma alla creatura poeta, come testimonianza di una esposizione che porga nudamente la propria interiorità. Rovescia di colpo la fame carnivora dei protagonismi alcolizzati di luce fosforescente in cui fare scintillare il proprio nome e cognome.



La poesia scrive il corpo di chi la vive. Lo comanda lo disciplina lo spoglia. Lo germina o lo caria. Esige una palestra senza tregua affinché possa essere sostenuta. È estranea al riconoscimento. E al riposo.

Vorrei che venisse accolto questo mio gesto come un seme di riflessione, contro una situazione generale di decadenza di cui abbiamo noi stessi poeti

noi stessi traduttori noi stessi editori noi stessi insegnanti noi stessi noi stessi non poche responsabilità.



La bibliografia degli autori è meno che scarna. Invita volutamente ad un approfondimento personale.



La copertina del foglio è una foglia scritta su entrambi i lati. Viviamola così. Il testo poetico di Deniki Jirì Orten, intitolato la cosa chiamata poesia è stato inciso sia dalla mano di una bambina di prima elementare che dalla mano di un uomo ultraottantenne. Entrambi vivono qui affiancati contemporaneamente, come fossero l'uno il rovescio dell'altra: a mostrare che la poesia è organica, attraversando il corpo infantile fino all'estrema vecchiaia.



Attraversando il nostro corpo che è sempre infantile e sempre immerso nella vecchiaia.



Non ho voluto altre poesie che quelle di alcuni bambini, sparse come margherite nel prato del foglio. Sono gettiti embrionali di poesia. Abbiamo bisogno di freschezza colore giocosità fiducia. Dobbiamo studiare tanto e tanto e tanto da dimenticarci tutta la letteratura, tornando ad essere in grado di ascoltare i vagiti poetici dei bambini. Come nutrimento e misura.

Nel pozzo delle meraviglie, dentro cui potete leggere questi testi, c'è da imparare. Ci sono versi così potenti che entrano nel corpo dei piccini senza che loro sappiano, né siano in grado di gestire il soffio della parola usata. Tuttavia l'inchiostro si è depositato: come un dono.



Gli ospiti di questo foglio, Giulia Niccolai, Giuliana Lucchini, Marina Giordani, Daniela Mattiacci, la creatura poeta e io stessa non ci rendiamo disponibili per rispondere ai lettori che vorrebbero dialogare, eventualmente. Non per aristocratica superbia. La nostra intenzione è stata quella di affondare soltanto una propria orma, poco prima di una lingua di mare. Null'altro. Naturalmente ogni commento verrà accolto, anzi l'intenzione è quella di spingere verso una tessitura di interventi successivi.



Ringrazio come fanno le erbe: battute dal vento, baciano terra e flessuosamente, umilmente, risorgono.



anna maria farabbi

Fogli di Poesia a cura di A.M. Farabbi


POETI - Fogli di Poesia a cura di A.M. Farabbi
23 giugno 2009


Presentiamo POETI: non una rivista, ma un viaggio attraverso la poesia che transita su un foglio aperto la cui prosecuzione è offerta a tutti coloro che vogliano integrare, aggiungere, commentare sul tema di volta in volta proposto da Anna Maria Farabbi, curatrice del progetto.

Per viaggiare insieme, sarà sufficiente inviare una mail a info@lietocolle.com

lunedì 29 giugno 2009

ASSALTI AL CUORE #5

festival di musica e letteratura
Rimini, 1-7 luglio

Torna a Rimini dall’1 al 7 luglio 2009 la quinta edizione del Festival di Musica e Letteratura Assalti al Cuore. Una edizione speciale che lega insieme artisti di diverse discipline, in una vera e propria "camera delle meraviglie".

“Non ho niente da dire, soltanto da mostrare.”
Walter Benjamin

“Oh! Cuore mio.”
Pablo Echaurren

“Oblò”: a differenza di una finestra vera e propria, il suo uso avviene in condizioni in cui sia necessario poter scrutare l’esterno, ma nello stesso tempo esporsi ad esso il meno possibile, date alcune caratteristiche di insidiosità che in determinati contesti l’ambiente può assumere. (Wikipedia)

Gli indizi sono sparsi, alcuni disseminati a bella posta, è evidente. Altri ingannevoli. Basta seguire le tracce, non fermarsi all’apparenza, andare a fondo insomma. Annotarsi a dovere, se possibile, ogni minimo particolare, raccogliere minuziosamente le prove, anche se scarse. Ci si può smarrire, a un certo punto, è da tener conto, questo è concesso, sono contemplati del resto, devi saperlo, anche depistaggi. C’è un viaggio, innanzitutto, da fare, al termine della notte. Fin in Mongolia, volendo, in retromarcia. Dall’oblò – se con i polpastrelli stropicci gli occhi eppoi sfreghi bene il vetro della finestrella con il palmo della mano – la si può vedere senz’altro, abbastanza chiaramente, questa quinta edizione di Assalti al Cuore. Altro non è, credo, che una Wunderkammer. Una camera delle meraviglie. Allestita a nostro modo e piacimento, s’intende. Accuratamente.
Sono custodite – la Wunderkammer, si sa, è il luogo dello stupore – sperimentazioni preziose, uniche, alcune, di fatto, nel loro genere. Ecco cosa ci trovi, allora, se scruti e rovisti tra partiture, scartoffie, incroci: epiche sfide di boxe, un orizzonte adriatico, terreni selvaggi e controcanti, partite di calcio e ginocchi sbucciati, città immaginarie e immagini di città, un villaggio Anic e scene di bosco, una fiaba rossa, un soffio di nero, addirittura 99 nuovissimi biglietti inglesi del Tram, due granelli di sabbia, stralci di scandinavi paesaggi sonori. C’è, in vero, un preciso disordine artistico, così come si conviene, ma è come se fosse un rebus, in fondo, se ci pensi, questa camera-labirinto, un unico grande enigma. E ci sono anche palle di vetro con la neve, in questa wonder-room, che se le scuoti ci vedi subito il Conte di Kevenhüller inseguito da un baco da pietra e da loschi individui nella penombra che corrono in sella a numerosi olifanti, altri, li vedi, sono un quartetto essenziale di ex, altri ancora sono solo morti di sonno. Eppoi isole – ecco cosa ci trovi per davvero, infine, in fondo, qui dentro – tante isole che ti frullano intorno come girandole, isole reali e isole cinematiche, un’isola spartitraffico e isole fantastiche, isole di cemento, isole di ferro e una sola Isola delle Rose (che qualcuno, si dice, abbia fatto affondare). Simone Bruscia


Per approfondimenti
www.assaltialcuore.it

domenica 28 giugno 2009

Poesia Incompleta

A Lisbona ho incontrato un giovane di nome Changuito, che lo scorso novembre ha aperto una libreria che si chiama Poesia Incompleta interamente dedicata alla poesia. La libreria consta di due stanze e un giardino; nelle due stanze ci sono scaffali pieni di libri di poesia e, dietro i libri, scatoloni pieni di volumi di poesia non catalogati.

Il negozio non vende nessun altro tipo di libri
: niente fiction, non fiction, niente cd, niente giochi, caffè, vino, musica dal vivo, nulla, nessun happening. È un negozio che si frequenta solo se si ama la poesia, ci si siede all'interno o nel giardino e si leggono libri che Changuito e la sua fidanzata comprano durante i loro viaggi in giro per il mondo.

Per me una libreria, che si trovi a Bombay, Roma o New York, passa l'esame in base alla sua sezione di poesia. È da quel reparto che si può capire se il proprietario è lì per passione o per avidità di ricchezza. La maggior parte delle grandi catene di librerie americane relegano la poesia nel retro o nel seminterrato del negozio, come se fosse un segreto colpevole. La poesia non porta soldi a nessuno; è un dono. Da questo punto di vista, la libreria di Changuito è un vero tesoro, un concentrato di doni. Mi ha fatto piacere vedere, ad esempio, sul sito Internet del negozio (poesia-incompleta.blogspot.com), il miglior libro di poesia indiana in lingua inglese degli ultimi anni: 'Jeuri' di Arun Kolatkar. È la sola libreria interamente dedicata alla poesia che io abbia mai visto.

Ma chi legge poesia di questi tempi? Tutti noi. Ogni volta che ascoltiamo musica pop, ascoltiamo il testo, un'elegante condensazione di esperienza dentro il linguaggio. Dio ci parla esclusivamente in versi. Quando ci rechiamo in chiesa o in una moschea o in un tempio, le scritture che ascoltiamo o gli inni che cantiamo sono tutti scritti in metri. La poesia ci plasma più di quanto immaginiamo e siamo pronti a riconoscere.

La Tela Sonora del 26 giugno 2009


ascolta

Fernanda Ferraresso

C’è dentro i versi di questa raccolta di Fernanda Ferraresso il pulsare vivido della corporeità. Il verso che respira (Respiro. Silenzio. Respiro.) con lo stesso ritmo del corpo; la parola un otre gravido di accordi, luci e semi che germogliano e si espandono d’intorno, lasciando essenze, aromi e nettare nell’aria “ il mio corpo è un pianeta di falesie / e picchiare di uccelli che in me vorrebbero tracciare un nodo di voli” (p.82).
Il linguaggio è interiore e viscerale, permeato di una sensualità lieve, da cui il lettore viene travolto, in un procedere che è “incontro”, “congiungimento”, ricerca oltre la soglia del dicibile.

Sono qui distesa.... muta.... ad ascoltarti.... e nuda. (p.85)

E’ il fascino della scrittura visionaria e onirica, che nella sua intima inafferrabilità acquisisce un aspetto lieve e prossimo al sacro.
L’io lirico è al centro della raccolta, in continua tensione verso l’altro. Un corpo (un sé) che si completa e si eleva nell’attraversamento e nel congiungimento-fusione (anche quando l’altro è assenza o mancanza, anche nella metabolizzazione del lutto)

Quando mi baci
amore rovesciami dentro la notte
con una scodella di latte (p.19)
*
Per ascoltarti mi dispongo in un nudo silenzio
terra io stessa e piana innanzi a te” (p.85)

Frequente è l’uso di riuscitissime metafore, similitudini, analogie, sperimentazioni lessicali che dilatano e ampliano il verso, sgravano il vortice della ricerca, così come i rimandi evocativi (tanti) uterini, ombelicali, riconosciuti come “gli anelli di una spina/ vertebra candida e sonora/ che finalmente mi regge” (p.28).
Un libro da ascoltare più che da leggere, a cui affidarsi e da cui lasciarsi condurre, perché le maglie che lo tessono “tramanti”, “perimetrali”, “migratorie”, sono filigrane riconoscibili, condivisibili e dell’appartenenza.

Fernanda Ferraresso, Migratorie non sono le vie degli uccelli, Il ponte del sale 2009


Riferimento sul web: http://fernirosso.wordpress.com/
ospiti in radio anche:

Alberto Toni
Marco Milone

DA VIA DE POETI: BOLOGNA

AL VIA LE FINALI DEL 1°CAMPIONATO NAZIONALE DI POESIA ORALE

Alla Vs Cortese Attenzione:
Domenica 28 giugno avranno inizio le fasi finali del 1°CAMPIONATO NAZIONALE DI POESIA ORALE, le cui eliminatorie sono iniziate nel giugno 2008 ed hanno visto poeti provenienti da tutt'Italia sfidarsi a suon di rime.

Saranno 72 i poeti selezionati dal pubblico a sfidarsi durante queste ultime nove serate e solo 9 di loro accederanno alla Finalissima prevista in piazza Verdi per il 29 luglio; e sarà sempre il pubblico a decretare i vincitori delle finali nonché i primi tre classificati assoluti del Campionato.

Ecco le date di finale, Tutte ad ingresso GRATUITO:

Domenica 28 giugno e 5, 12, 19 e 26 luglio presso lo spazio multiartistico ed enogastronomico LA RAVINTOLA all’interno degli spazi del DLF di via S.Serlio, 25, Bologna, a partire dalle h. 20,00

Lunedì 29 giugno, 6, 13, 20 e 27 luglio a Vicolo Bolognetti, CORTILE DEL POZZO a partire dalle h. 21,00.

Tutte le serate saranno caratterizzate da ospiti dell’ambiente della cultura e dello spettacolo che si alterneranno alle fasi della gara, proponendo le proprie performances secondo un tema comune caratterizzante la serata:

Domenica 28 giugno, ore 20, LA RAVINTOLA / DLF
LA MUSICA D'AUTORE:DALLA SCUOLA GENOVESE ALLE VIDEOISTALLAZIONI
Silvia Parma (voce)-Ferdinando Ferri (chitarra) e Alberto Armaroli (percussioni) riproporranno un viaggio nella musica d’autore italiana, raccontandone la storia
Il video performer Vernon De Vere proporrà un nuovo linguaggio di musica d'autore con contaminazioni elettroniche.

I finalisti in gara: Marco Ostan (BO), Giovanna Barnoffi e Flavio Casella (TO), Mario Fulgaro (BO), Vittoria Pandini, (S. Pietro in Casale), Dimitri Rufolo (PR), Chiara Valerio (VE) e Sacha Lambertini (GE)

Lunedi 29 giugno, VICOLO BOLOGNETTI / CORTILE DEL POZZO
IRONICAPOETICA
Sul palco la pop ska band I PIGNA, e tra i concorrenti in gara il vignettista ZAP e la poetessa ironico-sexy CLARA VAJHTO da Venezia, che porporranno loro performances a fine gara nello spazio OPEN MIC.

Gli altri finalisti in gara: Gianmarco Basta e Matteo Buratti (BO), Paolo Fileni (AN), Franco Lipari (BO), Oliviero Pianca e Alessandro Gallo (BO).

Al termine di tutte le serate OPEN MIC, palco aperto per musicisti, poeti ed artisti in genere.

Il 1° Campionato Nazionale di Poesia Orale ha ricevuto il patrocinio del Comune e della Provincia di Bologna, della Regione Emilia Romagna, di altri comuni, province e regioni italiane ed il riconoscimento del Presidente della Repubblica e dell'Unesco.

Per info: postapoeti@libero.it www.viadepoeti.it tel. 3403479570

sabato 27 giugno 2009

Poesia a Genova

Don Gallo, Claudio Pozzani, Banda Ottoni a Scoppio nel ghetto di Genova

Sabato 20 giugno 2009 Fabrizio De André è stato ricordato con una serie di concerti, danze e performance poetiche in Via del Campo e nei vicoli e piazze adiacenti, nella zona più nascosta del centro storico di Genova.
Qui vivono le "trans", che, minacciate di sfratto, hanno chiesto solidarietà alla Comunità di San Benedetto al Porto fondata da don Gallo.
Il video riguarda la processione musicale nei vicoli della Banda Ottoni a Scoppio di Milano, la lettura di una sua poesia da parte di Claudio Pozzani, il discorso di don Gallo.
La festa, organizzata dai ragazzi della Comunità di San Benedetto, si è protratta fino a tarda sera, registrando uno straordinario successo.

http://www.youtube.com/watch?v=XnuSu3f7eSA


Guido Conforti declama in Via del Campo a Genova

Performance poetica di Guido Conforti in Via del Campo il 20 giugno 2009.
Il 20 giugno 2009 musica, poesia, danza, filosofia sono stati portati dalla Comunità di San Benedetto al Porto fondata da don Gallo nel cosiddetto ghetto, il luogo più oscuro del centro storico di Genova, a monte di Via del Campo, in ricordo di Fabrizio De Andrè, che amava frequentare quei luoghi lasciandosi alle spalle i palazzi borghesi.
Guido Conforti poeta e scrittore genovese recita un proprio testo, in cui sorvola in volo radente il nostro conformismo.
http://www.youtube.com/watch?v=YQYDbmxYBD4

venerdì 26 giugno 2009

Acqua, un ponte fra culture

Concerto
Performance d’arte figurativa
sul Valore dell’Acqua

Venezia – 26 settembre 2009
"Acqua, un ponte fra culture”, organizzato in contemporanea alla Biennale Musica 2009 di Venezia, è un’iniziativa unica nel suo genere, tesa ad abbracciare i linguaggi artistici di culture tradizionalmente ostili (greci e turchi), per portare all’attenzione del più ampio pubblico il valore dell’Acqua concepita come Bene Comune.

Si esibiranno in un repertorio di musiche sul tema dell’acqua, la celebre cantante greca Mariza Koch e la turca Serap Tamay, artisti da anni impegnate a denunciare casi eclatanti di inquinamento diffuso delle acque e a valorizzare la dimensione etica di questo bene, partendo dal proprio patrimonio musicale tradizionale.

L’evento prevede infine la performance di Fathi Hassan, noto artista italo-nubiano, che realizzerà durante il concerto l’opera “Il lamento dell’acqua”.

P. Barbera


Giovani speranze
approdano lievi e lente
sulla battigia ...
le acque cancellano ogni orma.

PAROLE SPALANCATE 2009

il 15 Festival Internazionale di Poesia di Genova, si è chiuso registrando un grande successo di pubblico e critica.

Con 213 poeti e artisti intervenuti, 141 eventi gratuiti, 2 mostre, 63 luoghi di spettacolo, 15.000 spettatori, il Festival Internazionale di Poesia di Genova si conferma la manifestazione italiana più importante per quanto riguarda la poesia.

Tuttavia, non pensiamo che siano soltanto i numeri e l'affluenza del pubblico a dover dare l'idea della portata culturale di un festival nonostante sempre più spesso si applichino criteri prettamente "televisivi" per valutare la bontà e il successo di un evento culturale.

A questo proposito, il nostro Festival riesce da 15 anni a coniugare il successo di pubblico con una programmazione di elevata qualità e ricerca di innovazione.

Anche quest'anno abbiamo proposto personaggi di fama internazionale come il poeta tanghero Horacio Ferrer, il geniale Blixa Bargeld, John Giorno, vero anello di congiunzione tra Pop Art, Beat Generation e Rock alternativo, l'austriaco Raoul Schrott, il repentista funambolico Alex Pimenta, il poeta dei fiumi Jacques Darras, la poetessa e giornalista libanese Joumana Haddad, il poeta tunisino Moncef Ghachem, gli autori albanesi Visar Zhiti e Ylijet Aliçka, solo per citarne alcuni.

A fianco di queste grandi voci della poesia mondiale, si sono succeduti sul palco di Palazzo Ducale alcuni tra i nomi più famosi del panorama italiano, come Vinicio Capossela, Elio, Alessandro Bergonzoni, David Riondino (a sorpresa ha accompagnato Pimenta in una travolgente esibizione), Michele Serra che si è aggiudicato il premio internazionale poesia in bottiglia, Massimo Volume, Bachi Da Pietra, Giovanni Ricciardi.

Come detto, il successo del Festival risiede essenzialmente nell'equilibrio tra autori già noti (che comunque presentano brani o performance creati appositamente per la nostra manifestazione), e poeti e artisti emergenti che vogliamo far conoscere e valorizzare.

Al di là dei nomi, il programma del Festival ha presentato molte iniziative dedicate alle categorie più svantaggiate, come Poeti Dentro, concorso di poesia dedicato ai detenuti nelle carceri liguri, Contro il Destino, ciclo di conferenze sul valore sociale e in alcuni casi salvifico della poesia, la mostra Ri-Costruzione Casa del lavoro Possibile, sulla capacità ideativa e progettuale di persone con disagi mentali, l'asta benefica La Poesia accende la vita, con in palio una lampada Zettelz donata personalmente da Ingo Maurer per ricavare fondi per il reparto di Oncologia dell'Istituto Gaslini. Anche la raccolta di libri per la ricostituenda biblioteca di Fossa (AQ) è andata oltre le aspettative e a questo proposito desideriamo ringraziare sia chi ha portato libri a titolo personale che le case editrici genovesi che hanno collaborato donando alcuni dei loro titoli (fratelli Frilli, il melangolo, liberodiscrivere).

Un ottimo riscontro hanno ottenuto gli appuntamenti classici del Festival, come la Notte della Poesia che ha avuto il merito di invadere con la poesia anche spazi tolti al degrado e alla criminalità avvicinando il pubblico a zone e quartieri spesso dimenticati. A questo proposito, le associazioni e i cittadini residenti hanno dato un aiuto decisivo per fare uscire forte e chiaro il messaggio di voler far vivere tutte le zone del centro storico più grande d'Europa.

Anche i Percorsi Poetici, itinerari guidati seguendo le tracce dei poeti e scrittori inventati nel 1994 e ormai presi come riferimento da molte altre città italiane, hanno fatto registrare una crescente partecipazione, in particolare il percorso notturno e quelli dedicati al cimitero monumentale di Staglieno.

Spettatori attenti e numerosi per i tre Aperitivi Poetici, promossi da TrattoPEN, la penna ufficiale del Festival Internazionale di Poesia. Enzo Costa, Joumana Haddad, Horacio Ferrer hanno raccontato la loro attività letteraria e risposto alle domande del pubblico.

Infine la 5 edizione di Bloomsday, lettura dell'Ulysses di Joyce in oltre 20 luoghi diversi, con la partecipazione di decine di lettori, quest'anno si è ulteriormente ampliata ed arricchita di eventi.

Il Festival ha ampliato la sua sezione di cinema e arti visive, con due importanti anteprime nazionali come The Night Fernando Pessoa met Constantine Cavafy del regista Stelios Charalambopoulos e Preghiera d'amore di Yliejet Aliçka. Altre opere importanti, la videoevocazione di Adriano Kestenholz La latenza del visibile e il documentario Il passaggio della linea di Pietro Marcello. Da citare l'intervento del collettivo di videomaker francesi Short Cut.

Si chiude quindi un'edizione quanto mai ricca di contenuti e di personaggi, nonostante le difficoltà finanziarie e ristrettezze di budget che hanno reso più problematico il mantenimento del palinsesto su standard d'eccellenza.

L'ottimo riscontro della manifestazione è reso possibile dalla filosofia del fare sistema che il Festival attua dalla sua creazione: sinergie con associazioni, altre manifestazioni, istituti culturali, ambasciate (con la presenza dell'ambasciatore di Albania in Francia e del viceministro della cultura albanese), artisti, commercianti, locali. In particolare sono da segnalare le attività in comune con Gastronomadi (indimenticabile il loro omaggio gastroletterario a Nico Orengo e il suo Salto dell'acciuga!), Genova Pride, Genova Film Festival, Tango Festival, Liberodiscrivere, Patto per lo sviluppo della Maddalena, ams ma la lista sarebbe ancora lunga.

Una citazione d'obbligo per Associazione Albergatori di Genova che ha collaborato in maniera significativa alla buona riuscita della manifestazione, oltre ai partner istituzionali Comune di Genova, Regione Liguria, Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura e Camera di Commercio e agli sponsor Latte Tigullio, Banco Popolare di Novara, Albiscavi e Tecnosistemi, oltre alla già citata penna ufficiale del Festival, TrattoPEN.

Appena possibile saranno messe on line sul sito ufficiale www.festivalpoesia.org le immagini e le impressioni raccolte durante il Festival.

Le foto ad alta risoluzione sono scaricabili da qui


La prossima edizione del Festival Internazionale di Poesia avrà luogo dal 17 al 27 giugno 2010.

La Tela Sonora

La Tela sonora e' una rete che attrae la poesia per espanderla e farla conoscere nel mondo, qui e ora: non esiste passato non esiste futuro. il futuro é il passato come é stato pensato da TE.

Ascolta ora in questo momento, l'unico possibile attimo.

Le parole della poesia letta sono adesso e ora, la loro musicalità é un tantra che raggiunge il cervello e soprattutto il cuore.

visita http://www.radioalma.blogspot.com/ ed ascolta le puntate trascorse in compagnia dei poeti.

La tela é per tutti grandi e piccini senza distinzione, accoglie per espandere per ritornare nel mondo con una forza più grande

Grazie a tutti coloro che hanno deciso di partecipare, la tela é vostra