martedì 13 gennaio 2009

Max Ponte - 17 1 2009 - La Tela Sonora a Radio Alma




Max Ponte è nato nel 1977. Scrittore e poeta impegnato anche in ambito artistico, vive e lavora a Torino. Di formazione filosofica, svolge varie attività fra cui quella giornalistica. Dal 1999 progetta e coordina ateliers di scrittura. Nel 2001 ha pubblicato "Blood in Vienna", ciclo di microracconti in cui la morte di un animale libera energie sopite rappresentate con brani di scrittura automatica, criptata e visiva. Dal 2001 al 2003 partecipa a varie rassegne e festival. Partecipa inoltre a poetryslam nazionali ed internazionali. Nel 2004 è curatore della mostra "#Geiger: i maestri della poesia visuale", con opere di Nanni Balestrini, Arrigo Lora Totino, Carla Bertola e Alberto Vitacchio. I lavori di Max Ponte sono stati trasmessi dai media tra cui RadioRai e il canale tv Sky. Attualmente impegnato nella realizzazione di progetti poetici continua a sottolineare la sua predilezione per il succo di ciliegia, le giraffe e lo zucchero di canna "mascobado".

“Il primato della pietà”


recensione di Barbara Rosenberg

Nino di Paolo, ne “Il primato della pietà”, edito da Fara, divide in due parti la narrazione ed esattamente una “Parte I: racconti (anche) autobiografici” e una “Parte II: altri racconti”. In questa struttura, solo apparentemente semplice, il narratore dedica sette storie alla propria esperienza, alla propria famiglia e alle proprie comunità di riferimento (Pero e Casalanguida): ne sono prova le scritte alla fine di ogni racconto rivolte ad amici e familiari. Gli altri sette racconti sono, invece, rivolti alla società in senso più ampio, di cui Nino di Paolo è appassionato lettore e critico (l’ingiustizia, la prigionia, il potere). Non a caso, anche in queste storie vi è la dedica a personaggi, che, tuttavia, non sempre sono legati al narratore, bensì alla società in cui egli vive (si pensi ai coniugi Welby, a Pinelli, alle vittime del pregiudizio).Dopo aver molto pensato alla struttura di questo libro, intenso e appassionante, credo di poter azzardare un’ interpretazione.Perché Nino di Paolo ricostruisce così minuziosamente le proprie radici, descrive la “sua” Pero, la “sua” Casalanguida, i “suoi” genitori? Perché parla di “sua” moglie e dei “suoi” figli, rendendoci parte di “segreti familiari” intimi come il dolore, la distanza, la nascita, l’amore, con dovizia di particolari?È ossessionato dalle persone che lo circondano? Vuole fare un atto di generosità verso di esse rendendole note attraverso un libro? No. Non è questo.E perché l’autore, in questa sua seconda opera, si firma “Nino” e non “Nicola”?Ecco che la figura del Griot africano, il narratore del villaggio, si fa strada nella mia immaginazione. Il Griot è l’anziano, colui che conosce tutta la comunità e la storia di ognuno. Egli, prima di raccontare, deve osservare un rito, cioè deve farsi riconoscere, dichiarare le proprie origini, dimostrare di chi è figlio, le proprie radici, avere un nome riconoscibile. Deve rendere credibile la propria memoria. Soltanto dopo può ricostruire la vita degli altri, raccontare quello che è successo al villaggio in tempo di pace o di guerra, di gioia e di dolore. Può ricordare i matrimoni e le nascite, le morti ed i riti di passaggio. La sua narrazione rende la comunità unita. Le fa rivivere le proprie radici in modo che ogni elemento si senta parte di essa. Il griot è la coscienza sociale della comunità. Le sue parole portano insegnamenti, perché il dolore di uno è il dolore di tutti, la gioia di una famiglia è la stessa gioia delle altre.Così Nino di Paolo, in questo libro, abbandona il proprio nome di battesimo, perché come “Nino” è conosciuto dalla sua “gente”, dichiara di essere figlio e nipote di migranti, rende noti i propri legami, parla del proprio lavoro. Si rende credibile affinché la sua storia si mescoli a quella degli altri.Poi spogliandosi, ma mai completamente del suo ruolo di Griot, rivolge la sua attenzione ad una società più ampia e anche da essa trae spunto per dare insegnamenti. Non insegnamenti didattici, ma vissuti emotivamente, sperimentati su di sé. De Andrè direbbe “non al denaro, né all’amore, né al cielo”, Nino di Paolo dice “non al denaro, né al potere, né all’ingiustizia”. Il primato è quello della pietà, del riconoscere l’altro come specchio di sé. Il primato è quello della comunità di affetti e, non dimentichiamolo, soprattutto, quello della libertà.

La Marcia Dell'Ombra.

Poesie

Nella Sala Delle Grida.
Mercoledì 21 gennaio 2009 ore 17
Palazzo della Borsa Valori, via XX Settembre 44
PERFROMANCE POETICA di CLAUDIO POZZANI

Nell'ambito della mostra 'Viaggio nell'Arte. Un percorso tra grafica antica, poesia e pittura contemporanea

UNA POESIA PER IL CREATO

Finestre Aperte”, trimestrale del Centro Maria Bolognesi, attore della Causa di Canonizzazione della Serva di Dio Maria Bolognesi, continua a far entrare dalle sue “finestre” ventate di Poesia.
L’appuntamento poetico si ripropone con una nuova tematica:

UNA POESIA PER IL CREATO


Desideriamo precisare che non si tratta di un vero e proprio concorso letterario, ma di una semplice iniziativa, che permetterà a chiunque di esprimersi attraverso la magia della poesia.
Sul prossimo numero di “Finestre Aperte” – che uscirà a marzo e che tutti i partecipanti riceveranno gratuitamente – verranno pubblicate le opere selezionate aventi per tema il CREATO, accompagnate da un commento della poetessa Ludovica Mazzuccato.
Tra queste, le più meritevoli a giudizio insindacabile della Redazione – che si riserva di cestinare quelle che in qualsiasi modo offendano i valori morali cristiani o che non rispettino il presente regolamento – verranno premiate con pubblicazioni della Casa Editrice “Edizioni MB”e con un piccolo ricordo.
Per partecipare è sufficiente spedire entro il 15 febbraio 2009 una poesia ispirata alle bellezze del Creato – pensieri ed emozioni legati al mondo della natura e degli animali, parole di difesa e salvaguardia del “paradiso terrestre” minacciato dall’inquinamento, ecc. – che non superi i 30 versi, in unica copia, corredata dalle proprie generalità (nome, cognome, indirizzo, data di nascita, telefono, e-mail) e dall’autorizzazione al trattamento dei dati personali.
Invitiamo anche i più giovani, bambini e ragazzi, a partecipare!
Per spedire le opere – per posta, per fax o per e-mail in file doc. –, per richiedere gratuitamente Finestre Aperte e ricevere informazioni, rivolgersi a:

Centro Maria Bolognesi
Via G. Tasso, 49 - 45100 Rovigo
Telefax: 0425.27931
e-mail: centro@mariabolognesi.it
www.mariabolognesi.it

Per eventuali richieste di risposta scritta o di ulteriore invio di materiale informativo è gradito far pervenire alla Redazione il rimborso della spesa mediante francobolli.

lunedì 12 gennaio 2009

narrabilando


Vittoria Ravagli alla LA TELA SONORA - venerdi 9.1.2009

Joice Iussu "sibilla del novecento"


Carissima Anna,

so bene che tu senti come me questo crescente disagio che ci fa prigioniere nelle nostre vite, in difesa, guardinghe, a galleggiare dentro bolle trasparenti che rendono stentata la comunicazione. Succede anche noi, che nella parola riponiamo amore e rispetto. Ma è forse l’uso che se ne vede fare che ci disgusta. Gli “intellettuali”, quelli che scrivono di sé e per sé (tra loro purtroppo non mancano donne) si stanno riposizionando, sono abbastanza silenziosi o si trovano in giri sempre più chiusi: studiano come potere continuare il proprio inutile esercizio autoreferenziale. Senza offendere troppo il potere. Gli altri sembrano ammutoliti. E’ tale e tanto quello di negativo che “passa” e così assente un senso morale, civico, un coraggio di fare e di dire al di fuori di bandierine e slogan, nei fatti concreti e giornalieri della vita, che ci si trova attoniti e muti.

Mi trovo a fare una selezione durissima nei contatti che mantengo. Seguo il mio sentire, le priorità che da anni mi sono data. Regole. Bravi o no che siano i poeti, le scrittrici, la scelta è sulla persona, sul suo modo di vivere e di essere più che di scrivere, di apparire.
Molte delle tante amiche come te più giovani, con le quali ho un rapporto forte da anni, sono in questo momento più insicure che mai: c’è chi cambia o perde il lavoro, chi la casa, chi il compagno. Ansiose, oberate di lavori, spesso con genitori o parenti da seguire, da accudire. Un mondo difficile che credo ormai solo le donne possano cambiare prendendo in mano le cose, modificandole, rivedendo le regole, facendo scelte di nonviolenza, di parità, mettendo al centro i bambini, la loro vita, la qualità di tutte le vite. Ma per farlo dovranno sentire la gioia di essere donne, consapevoli di portare valori diversi, necessari - non in corsa a superare, copiandolo, l’uomo – Partiamo da noi, dalle nostre piccole vite, dai luoghi che frequentiamo, dalle scelte che facciamo. Si cambiano le cose a partire dal basso.
Sappiamo di affari sporchi, piccoli e grandi crimini, violenze, soprusi. Siamo attorniati da notizie spesso tremende. Questo ci opprime, tende a renderci opache.
Il coraggio, che può e deve essere anche individuale (di denunciare, di dire, di chiedere, di far conoscere, di volere risposte) ora in Italia sembra assente. In politica ma anche nelle vita di ogni giorno, nelle scuole, sui giornali, negli scritti, e più ancora nei comportamenti. Essere coraggiosi, normalmente coraggiosi, chiari, vuol dire oggi essere isolati, estremisti o pazzi.
Niente di nuovo, dirai. Ma ora è peggio, Anna, è disperante. Sembra di vedere svolgersi un copione ineludibile, scritto da altri, accettato supinamente.
Noi come indiane nelle riserve della parola? Cerchiamo che così non sia. Restiamo consapevoli del poco che a la vita ci chiede.
Continuare a lavorare con le donne più giovani, cercare di dare loro forza e speranza, seguirle passo passo, restare collegate, sostenersi a vicenda, è un compito, una strada da seguire sino alla fine, per le anziane come me, per le donne come te. Un’impresa che occupa tutti i nostri giorni.

Ti abbraccio Anna, sorella più giovane, ma sorella maggiore Vittoria

venerdì 9 gennaio 2009

IL VOLO DEL CALABRONE

un progetto di poesia performativa
A cura de “Gli Ammutinati”, post fazione di Gabriele Frasca
Testi di Dome Bulfaro, Silvia Cassioli, Matteo Danieli, Luici Nacci, Adriano Padua, Luciano Pagano, Furio Pillan, Silvia Salvagnini, Christian Sinicco
Dalla nota dei curatori
Il calabrone è rappresentativo, a nostro modo di vedere, di una condizione: quello stato di tiratissima tensione e fibrillazione dell’organismo concentrato nel proprio essere (…) Il calabrone non può permettersi pause nel battere, se vuole sopravvivere deve creare attorno a sé vortici d’aria, alla maniera - più o meno - di un elicottero. Il fastidioso ronzio che produce è l’effetto di questo frenetico esercizio di sopravvivenza. (…) ci è parso di individuare nella poesia degli ultimi anni due tendenze, se non dominanti perlomeno più aggreganti rispetto ad altre: da una parte un sostanziale arretramento della lingua poetica a bisbiglio prosastico, privo di ritmo, di musicalità; dall’altra parte invece un rinsaldarsi delle posizioni post-avanguardiste attorno a una lingua experimentum la quale a volte si ri-metricizza rigorosamente, a volte si fa canto, a volte si struttura quasi a simulare il rap (…) A noi sembra che manchi l’attenzione verso la linea o l’incrocio di linee che ricercano una zona mediana tra le due sopracitate; un limbo in cui la parola riesca a stare, come un equilibrista, in bilico tra ricerca di senso, costruzione di una visione del mondo e ricerca metrico-prosodica (anche in direzione di nuovi spazi metrici) senza che nessuno di tali tensioni si sacrifichi per dar spazio all’altra. (…)
Il calabrone vola tenendo come rotta la linea mediana che taglia in due parti uguali (ma non per forza superfici fatte solo di angoli retti) quella zona mediana.
Autori: Dome Bulfaro, Silvia Cassioli, Matteo Danieli, Luici Nacci, Adriano Padua, Luciano Pagano, Furio Pillan, Silvia Salvagnini, Christian Sinicco

Il poeta non ha segreti

La vita è una continua navigazione! Quando lessi per la prima volta la bellissima poesia di Kavafis "Itaca" piansi di commozione ed ancora oggi se la riascolto rivivo quell'emozione. Il poeta non ha segreti, se piange piange e se ride ride.... la poesia del poeta è un messaggio riposto in una bottiglia gettata in mare, potrà goderne chiunque abbia la fortuna di trovarlo ed apprezzarlo. Non esistono segreti per il poeta e le sue parole restano, ingenuamente, per il godimento di chiunque, nessuno escluso.La poesia è una preghiera rivolta alla vita, a Dio, agli elementi, all'amante ed all'amico. Anche le poesie dei sufi sono sempre rivolte "all'amico". Talvolta sono espresse con lacrime, con risa od in silenzio ma sempre hanno un loro effetto sul cuore umano. In questa storia si narra del viaggio e del periglio affontato da un poeta sufi e da un commerciante e del loro diverso atteggiamento verso la vita. ..........
segue sul sito di Paolo D'Arpini www.circolovegetarianocalcata.it

giovedì 8 gennaio 2009

Brrrrrrrrrrr


oggi ho freddo, ed ho voglia di stare raggomitolata.....
ci avete mai pensato più fa freddo e più diventiamo piccini piccini, quasi invisibili.
che questo freddo, che mi raggela le membra, non entri nella mia anima, anzi ........
il mio cuore é sempre più caldo e batte più forte per combattere il gelo.
ma non tremo non ho paura, io so che ce la posso fare

L'Ulisse



L'Ulisse

dedicato al tema “La poesia lirica nel XXI secolo: tensioni, metamorfosi, ridefinizioni” scaricabile qui: http://www.lietocolle.info/upload/ulisse_11.pdf

con un ulisse di auguri per il nuovo anno.

La Tela Sonora

La Tela sonora e' una rete che attrae la poesia per espanderla e farla conoscere nel mondo, qui e ora: non esiste passato non esiste futuro. il futuro é il passato come é stato pensato da TE.

Ascolta ora in questo momento, l'unico possibile attimo.

Le parole della poesia letta sono adesso e ora, la loro musicalità é un tantra che raggiunge il cervello e soprattutto il cuore.

visita http://www.radioalma.blogspot.com/ ed ascolta le puntate trascorse in compagnia dei poeti.

La tela é per tutti grandi e piccini senza distinzione, accoglie per espandere per ritornare nel mondo con una forza più grande

Grazie a tutti coloro che hanno deciso di partecipare, la tela é vostra