PRESENTAZIONE AD AVELLINO PRESSO “L’APPRODO” DI ELIDE RUSOLO
DELLE ANTOLOGIE DI POESIE DEDICATE ALLA CITTA’
LA POESIA E’ UNA CITTA’ a cura di Ketti Martino e Floriana Coppola
ATTRAVERSO LA CITTA’ a cura di Giuseppe Vetromile
Un’originale iniziativa si terrà ad Avellino, presso la Galleria d’Arte L’APPRODO di Elide Rusolo, in via Matteotti 31, sabato 19 novembre alle ore 17,30. Si tratta della presentazione di due antologie di poesia, che si ispirano ad uno stesso argomento: LA CITTA’.
Si tratta delle antologie: “La poesia è una città”, a cura di Ketti Martino e Floriana Coppola, edita da Boopen(led) e “Attraverso la città”, a cura di Giuseppe Vetromile, edita da Scuderi.
Presenterà i due testi il critico Anna Petrazzuolo e ci saranno le letture di alcuni degli autori presenti. Coordinerà la presentazione Raffaele Barbieri, e sono previsti i saluti degli editori Giovanna Scuderi e Aldo Putignano, oltre ad un dibattito sul tema con interventi dei curatori Ketti Martino, Floriana Coppola e Giuseppe Vetromile.
Un’occasione per parlare della poesia di oggi, per ascoltare gli autori, per la maggior parte campani, e riflettere sul tema delle due antologie: la città, affrontato in modo originale, attraverso la poesia.
I poeti di “La poesia è una città”: Esther Basile, Domenico Cipriano, Floriana Coppola, Marco De Gemmis, Pino De Stasio, Bruno Galluccio, Domenico Ingenito, Costanzo Ioni, Giovanna Marmo, Ketti Martino, Arnolfo Petri, Arianna Sacerdoti, Enza Silvestrini.
I poeti di “Attraverso la città”: Pasquale Balestriere, Carmine De Falco, Marco De Gemmis, Adele Di Pietro, Stelvio Di Spigno, M. Rosaria Luongo, Ivano Mugnaini, Regina Célia Pereira da Silva, Raffaele Piazza, Ugo Piscopo, Agostina Spagnuolo, Raffaele Urraro, Giuseppe Vetromile.
Dalla quarta di copertina dell’Antologia “La poesia è una città”.
La poesia può essere letta e ascoltata come profezia collettiva che indica il disarmo di una civiltà, la percezione sofferta di una comunità che non riesce ad evolversi verso il futuro. Pur tuttavia il canto del poeta registra non solo confusione, perdita ma anche desiderio di riappropriazione dello spazio/città, attraverso lo snodarsi del proprio vivere incisivo, appassionato, e diviene antidoto all’isolamento, al degrado urbanistico, alla “catastrofe” collettiva. La città è anzitutto lo sguardo che la osserva e l’animo che la vive, e i tredici poeti qui raccolti narrano la città ognuno col suo stile e con un linguaggio che va da una sofferta e asciutta rarefazione fino ai toni epici dell’indignazione civile, con registri talvolta contrapposti oppure affini, accomunati sempre dalla forte interazione creativa con l’humus cittadino.
Dall’introduzione dell’Antologia “Attraverso la città”.
Ognuno di noi è un evento. Ognuno di noi è una storia e un mondo. Pur vivendo nella gigantesca ragnatela della città, è necessario avere qualche attimo di riflessione, di individualità, di consapevolezza della propria personale essenza. Osservare il mondo e la città tentacolare con il dovuto distacco, osservare e descrivere le proprie sensazioni, i coinvolgimenti emotivi, le incongruenze e le alienazioni, le ansie e le amarezze, ma anche le segrete armonie, gli angoli e gli interstizi luminosi, il blaterio e l'improvviso silenzio di un vicolo.
Intervento critico di: Anna PETRAZZUOLO
Interverranno i curatori delle due antologie:
Floriana Coppola, Ketti Martino e Giuseppe Vetromile
Saranno presenti gli editori: Giovanna Scuderi e Aldo Putignano
Leggeranno i testi alcuni dei poeti inclusi nelle antologie
coordina: Raffaele BARBIERI
sabato 19 novembre 2011, ore 17.30
Galleria d'arte "L'APPRODO" di Elide Rusolo
Via Matteotti, 31 – AVELLINO
SU FACEBOOK
http://it-it.facebook.com/event.php?eid=297832343568880
giovedì 17 novembre 2011
NEW SCARE CITY: Lice, hair, and city space
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mercoledì 19 ottobre 2011
Corrente Improvvisa: 11 POESIE
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domenica 18 settembre 2011
Tre poesie di Angelo Lippo
Aderenze
Da sempre
mi porto negli occhi
la dura scorza degli ulivi
che il vento d’inverno deforma,
perciò amo il fiato dello scirocco
che s’attacca alle vesti
e forma le cosce alle fanciulle.
Al cospetto del calice
Ho troppo girovagato
prima d’incontrarti. Ignoravo
le caverne di miele che salgono
sulle montagne e cantano
l’insipienza dei giorni.
La Storia è infinita
quanto il turgore rossofiamma
che sbraita nelle lune d’agosto.
Tra qualche mese i doni
romperanno le righe nei tendoni
assediati dalle lucciole,
mentre il canto delle cicale
s’attarderà sulle memorie
bianche del mio paese d’infanzia.
La voce degli acini
assolve la fatica solitaria
e su tralci divampano
preghiere di silenzi.
Così, nel frastuono cresce
il bisogno di celebrarti ancora,
reclamando il tempo delle dolcezze
salmodianti nella solitudine
che sverna in segreti reconditi.
Ora si aspetta che l’orgoglio
spenga i fuochi sulla collina,
quando taciturna la riflessione
si piegherà al cospetto del calice
forati dagli occhi del sogno.
Luce che recide
Accarezziamo la vita
con trepide mani di vento
ma nuvole ci mutano
senza sapere la natura
degli addii.
La foglia sull’albero trema
e si abbandona a tenerezze.
Dall’alto domina
una luce che recide.
(testi tratti da Calice, edizioni portrofranco, 2002).
Da sempre
mi porto negli occhi
la dura scorza degli ulivi
che il vento d’inverno deforma,
perciò amo il fiato dello scirocco
che s’attacca alle vesti
e forma le cosce alle fanciulle.
Al cospetto del calice
Ho troppo girovagato
prima d’incontrarti. Ignoravo
le caverne di miele che salgono
sulle montagne e cantano
l’insipienza dei giorni.
La Storia è infinita
quanto il turgore rossofiamma
che sbraita nelle lune d’agosto.
Tra qualche mese i doni
romperanno le righe nei tendoni
assediati dalle lucciole,
mentre il canto delle cicale
s’attarderà sulle memorie
bianche del mio paese d’infanzia.
La voce degli acini
assolve la fatica solitaria
e su tralci divampano
preghiere di silenzi.
Così, nel frastuono cresce
il bisogno di celebrarti ancora,
reclamando il tempo delle dolcezze
salmodianti nella solitudine
che sverna in segreti reconditi.
Ora si aspetta che l’orgoglio
spenga i fuochi sulla collina,
quando taciturna la riflessione
si piegherà al cospetto del calice
forati dagli occhi del sogno.
Luce che recide
Accarezziamo la vita
con trepide mani di vento
ma nuvole ci mutano
senza sapere la natura
degli addii.
La foglia sull’albero trema
e si abbandona a tenerezze.
Dall’alto domina
una luce che recide.
(testi tratti da Calice, edizioni portrofranco, 2002).
venerdì 16 settembre 2011
l'antica torre Eggevort e gli alberi della poesia
firma qui
Vous vous trouvez sur un bout de l'ancien domaine Eggevoort en bas du Parc Léopold, l'un des rares témoignages survivant du passé de la vallée du Maelbeek, en plein milieu du quartier européen.
Pourtant, cette zone verte, propriété de la Ville de Bruxelles, est laissée à l'abandon depuis plus de 30 ans.
Depuis quelques mois, un groupement citoyen nommé P U M, constitué de riverains, d'associations et de fonctionnaires, a décidé de prendre en main la Friche Eggevoort et d'en faire un espace de rencontre et d'échange.
Cette dynamique citoyenne a permis de valoriser les possibilités que cette zone verte humide peut offrir, et d'en étudier sa biodiversité, ses sources et cours d'eau, son histoire.
L'implication de plusieurs habitants et associations a prouvé que la friche commence à prendre une place dans la vie de quartier, tout en respectant ses qualités naturelles, patrimoniales et son environnement résidentiel.
De plus, l'expertise citoyenne générée par P U M pourra être mise au service des urbanistes qui, une fois de plus, sont en train d'esquisser un « masterplan » pour l'aménagement de ce terrain.
POUR CELA, SIGNEZ CETTE PETITION POUR EXPRIMER VOTRE SOUTIEN A CETTE INITIATIVE URBAINE et montrez ainsi à la Ville de Bruxelles, les politiciens et les urbanistes l'importance d'une véritable participation citoyenne dans l'aménagement de la ville.
OUI A LA PRISE EN MAIN CITOYENNE DE CETTE ZONE VERTE
http://pumproject.wordpress.com/
Vous vous trouvez sur un bout de l'ancien domaine Eggevoort en bas du Parc Léopold, l'un des rares témoignages survivant du passé de la vallée du Maelbeek, en plein milieu du quartier européen.
Pourtant, cette zone verte, propriété de la Ville de Bruxelles, est laissée à l'abandon depuis plus de 30 ans.
Depuis quelques mois, un groupement citoyen nommé P U M, constitué de riverains, d'associations et de fonctionnaires, a décidé de prendre en main la Friche Eggevoort et d'en faire un espace de rencontre et d'échange.
Cette dynamique citoyenne a permis de valoriser les possibilités que cette zone verte humide peut offrir, et d'en étudier sa biodiversité, ses sources et cours d'eau, son histoire.
L'implication de plusieurs habitants et associations a prouvé que la friche commence à prendre une place dans la vie de quartier, tout en respectant ses qualités naturelles, patrimoniales et son environnement résidentiel.
De plus, l'expertise citoyenne générée par P U M pourra être mise au service des urbanistes qui, une fois de plus, sont en train d'esquisser un « masterplan » pour l'aménagement de ce terrain.
POUR CELA, SIGNEZ CETTE PETITION POUR EXPRIMER VOTRE SOUTIEN A CETTE INITIATIVE URBAINE et montrez ainsi à la Ville de Bruxelles, les politiciens et les urbanistes l'importance d'une véritable participation citoyenne dans l'aménagement de la ville.
OUI A LA PRISE EN MAIN CITOYENNE DE CETTE ZONE VERTE
http://pumproject.wordpress.com/
giovedì 15 settembre 2011
UNHEIMLICH
UNHEIMLICH
ovvero
abitare l’ombra con un Libro degli uccelli….
La poesia è la solitudine senza distanza tra
l’affaccendarsi di tutti
René Char
come ombra della luna
nella Milano che svuota
a Ferragosto sosta involuta
del destino isolata ruota –
ambiguo astro, e per un frattempo
non più precipitoso tempo
ripetersi del canto desolato
rauca pure la voce, affonda
nell’assolato silenzio, unheimlich
dell’implacabile stirpe dei giorni
spopolati ora nel rigore di vie a vista
senza il velo, affiorata la città
di me – fantasma, scomparsi anche
i clochard like the Bird without wings
mentre leggo degli uccelli storie turbate
abito l’ombra meglio ancora la notte
chiede resa totale, da me esige
alla solitudine docile consegna
Assolo barocco squarciando aria
sinistra fluida frizzante, silenzio grida
acuminata vista, ogni cosa
più intensa più vivida; delle geometrie
alta definizione e metafisici pendant
di me riflesso – illuminata ombra
macabra scoperta, il corpo frantumato
anche il suo doppio
precipitare e spegnersi del suono
riflessa ombra
dietro lo specchio – il nulla
specchiante è il legame
la mia ombra mai spenta in città
infine inghiottita dalle solenni quinte
profondità dell’acqua senza risonanze
forse solamente degli uccelli il canto
il libro dell’ascolto d’un amico
maniacale canterina nenia
ninnananna dell’imbarazzo
che l’impudica solitudine crea e insiste
calpestato lo specchio
Milano Ferragosto 2011
Evelina Schatz
venerdì 2 settembre 2011
gli alberi della poesia nel parco organico
LINK
OUI A LA PRISE EN MAIN CITOYENNE DE
LA ZONE VERTE EGGEVOORT
Vous vous trouvez sur un bout de l'ancien domaine Eggevoort, l'un des rares
témoignages survivant du passé de la vallée du Maelbeek, en plein milieu du quartier
européen.
Pourtant, cette zone verte, propriété de la Ville de Bruxelles, est laissée à l'abandon
depuis plus de 30 ans.
Depuis quelques mois, un groupement citoyen nommé P U M, constitué de riverains,
d'associations et de fonctionnaires, a décidé de prendre en main la Friche Eggevoort
et d'en faire un espace de rencontre et d'échange.
Cette dynamique citoyenne a permis de valoriser les possibilités que cette zone verte
humide peut offrir, et d'en étudier sa biodiversité, ses sources et cours d'eau, son
histoire.
L'implication de plusieurs habitants et associations a prouvé que la friche commence
à prendre une place dans la vie de quartier, tout en respectant ses qualités naturelles,
patrimoniales et son environnement résidentiel.
De plus, l'expertise citoyenne générée par P U M pourra être mise au service des
urbanistes qui, une fois de plus, sont en train d'esquisser un « masterplan » pour
l'aménagement de ce terrain.
POUR CELA, SIGNEZ CETTE PETITION POUR EXPRIMER VOTRE SOUTIEN A CETTE
INITIATIVE URBAINE et montrez ainsi à la Ville de Bruxelles, les politiciens et les
urbanistes l'importance d'une véritable participation citoyenne dans l'aménagement
de la ville.
OUI A LA PRISE EN MAIN CITOYENNE DE CETTE ZONE VERTE
OUI A LA PRISE EN MAIN CITOYENNE DE
LA ZONE VERTE EGGEVOORT
Vous vous trouvez sur un bout de l'ancien domaine Eggevoort, l'un des rares
témoignages survivant du passé de la vallée du Maelbeek, en plein milieu du quartier
européen.
Pourtant, cette zone verte, propriété de la Ville de Bruxelles, est laissée à l'abandon
depuis plus de 30 ans.
Depuis quelques mois, un groupement citoyen nommé P U M, constitué de riverains,
d'associations et de fonctionnaires, a décidé de prendre en main la Friche Eggevoort
et d'en faire un espace de rencontre et d'échange.
Cette dynamique citoyenne a permis de valoriser les possibilités que cette zone verte
humide peut offrir, et d'en étudier sa biodiversité, ses sources et cours d'eau, son
histoire.
L'implication de plusieurs habitants et associations a prouvé que la friche commence
à prendre une place dans la vie de quartier, tout en respectant ses qualités naturelles,
patrimoniales et son environnement résidentiel.
De plus, l'expertise citoyenne générée par P U M pourra être mise au service des
urbanistes qui, une fois de plus, sont en train d'esquisser un « masterplan » pour
l'aménagement de ce terrain.
POUR CELA, SIGNEZ CETTE PETITION POUR EXPRIMER VOTRE SOUTIEN A CETTE
INITIATIVE URBAINE et montrez ainsi à la Ville de Bruxelles, les politiciens et les
urbanistes l'importance d'une véritable participation citoyenne dans l'aménagement
de la ville.
OUI A LA PRISE EN MAIN CITOYENNE DE CETTE ZONE VERTE
martedì 30 agosto 2011
LE SAMARE : UNA “STATIO COSMICA” NASCENTE
LE SAMARE : UNA “STATIO COSMICA” NASCENTE
“Solo l’insegna della Comunità dà senso al soggiorno terreno”
(dal libro “Comunità” - Agni Yoga - Ed. Nuova Era)
***
PROLOGO
ESTRATTO DALLA “VISIONE” DI ROBERTA
All'origine del mio desiderio di concretizzare un vivere comunitario c'è l'intento di mettere in pratica principi quali l'organizzazione, la collaborazione, l'amicizia, la fiducia, il rispetto, il sostegno reciproco, lo sviluppo e l'espressione della creatività etc. in una specie di piccolo paradiso terrestre.
Negli ultimi anni mi sono focalizzata sull'aspetto “lavoro su di sé”. Il vivere insieme è diventato strumento privilegiato per conoscere meglio se stessi e attivare dei processi che portano ad allineare sempre di più la propria volontà con la volontà della vita.
Il paradiso apparentemente è passato in secondo piano, relegato al ruolo di sogno idilliaco. Di fatto... tutta questa fatica nei rapporti umani (il lavoro del rispecchiarsi nell'altro nei propri momenti di rabbia, insofferenza, fastidio) è proprio diretta là, verso la materializzazione di un paradiso in terra, o meglio verso la riscoperta del paradiso nel bel mezzo della nostra incarnazione… perché il paradiso è già realtà presente ed eterna nel nostro cuore.
Non è necessario aspettare di abbandonare il corpo per vivere quella condizione di leggerezza, di pienezza, di profonda connessione con il cosmo, perchè questa è la vita… e tutti i nostri sforzi, tutti i nostri conflitti, le nostre sofferenze, lavorate o anche non lavorate, le nostre introspezioni, i nostri discorsi e i nostri silenzi… in poche parole questa nostra condizione umana, nella sua tensione verso il miglioramento in tutti i campi, nella sua ricerca della perfezione (che mai si può raggiungere perchè ogni cosa va, all’infinito, verso un sempre maggior grado di raffinatezza), procede verso la realizzazione del paradiso in terra.
L’espressione dell’umano sentire, nell’apparenza del divenire, va dalla grossolanità alla raffinatezza. L'attuale raffinatezza sarà grossolanità domani e così avanti in ogni campo, dalla musica alla cucina, dall'architettura alle relazioni umane, tutto si raffina di pari passo con il raffinarsi della nostra sensibilità.
Ora, l’anelito che alberga in me, o meglio, in questa forma a cui è stato dato il nome “Roberta”, è questo: compiere la missione umana nella relazione.
Compiere la missione umana nella relazione è semplicemente essere quello che si è, cioè una sfumatura, un dettaglio della vita stessa... io non sono che un dettaglio, ma quanto è importante curare questo dettaglio affinché si armonizzi con tutto il resto... ecco cosa vuol dire per me diventare strumento della vita.
Il “mio” anelito è semplicemente essere, e così contribuire al disegno del divino, all'evoluzione dell'umanità verso forme sempre più raffinate, che nella relazione umana si esprimono in tutte quelle manifestazioni di connessione con l'altro che in una parola potremmo definire: fratellanza.
1
2
ESTRATTO DALLA “VISIONE” DI PICTOR*
Via via che passano i giorni, si fa sempre più Vivo e Intenso - in me, il Desiderio di allinearmi al “mio” cosiddetto, “Piano di Volo”; consapevole che solo in Presenza di questa “Adesione Perfetta” a noi stessi, è possibile contribuire e collaborare attivamente, affinchè venga ristabilito il “Piano Divino” sulla Terra, unita/mente alla Gerarchia Spirituale del Pianeta, al Nuovo Gruppo di Servitori del Mondo e a tutti gli Uomini e Donne di Buona Volontà, ai quali mi sento intima/mente e indissolubil/mente connesso.
***
INTRODUZIONE
”La nozione del Nulla genera la Pietà…
La Pietà abolisce la differenza tra noi e gli altri…
Il confondere sé con gli altri realizza la Causa Comune…
Chi realizza la Causa Comune Mi trova e chi Mi trova sarà Buddha”
(Cit. dal Film “Milarepa” - Regia di Liliana Cavani)
CONCLUSIONI
“Ci sono due modi in cui puoi vivere la vita.
Uno sta nel non ritenere possibile il miracolo.
L'altro sta nel ritenere ogni cosa un miracolo.”
(Albert Einstein)
“Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo.”
(Mahatma Gandhi)
Infine, riteniamo necessario rammentare l'esortazione di Gotama Buddha
a tutti gli aspiranti Argonauti (-: inclusi noi stessi :-)
“Non credere a quanto ti viene annunciato come verità dottrinale solo per la forza carismatica di chi lo fa; né devi credere per un fatto di religione, di cultura, di casta, o di razza; né per un'imposizione qualunque, sia pure manifestata in buona fede. Credi solo se quanto ti viene indicato trova corrispondenza nella tua anima e nel sano giudizio che alberga in te. Solo così sarai un uomo libero e capace di promulgare, a tua volta, la Verità agli altri.”
“Solo l’insegna della Comunità dà senso al soggiorno terreno”
(dal libro “Comunità” - Agni Yoga - Ed. Nuova Era)
***
PROLOGO
ESTRATTO DALLA “VISIONE” DI ROBERTA
All'origine del mio desiderio di concretizzare un vivere comunitario c'è l'intento di mettere in pratica principi quali l'organizzazione, la collaborazione, l'amicizia, la fiducia, il rispetto, il sostegno reciproco, lo sviluppo e l'espressione della creatività etc. in una specie di piccolo paradiso terrestre.
Negli ultimi anni mi sono focalizzata sull'aspetto “lavoro su di sé”. Il vivere insieme è diventato strumento privilegiato per conoscere meglio se stessi e attivare dei processi che portano ad allineare sempre di più la propria volontà con la volontà della vita.
Il paradiso apparentemente è passato in secondo piano, relegato al ruolo di sogno idilliaco. Di fatto... tutta questa fatica nei rapporti umani (il lavoro del rispecchiarsi nell'altro nei propri momenti di rabbia, insofferenza, fastidio) è proprio diretta là, verso la materializzazione di un paradiso in terra, o meglio verso la riscoperta del paradiso nel bel mezzo della nostra incarnazione… perché il paradiso è già realtà presente ed eterna nel nostro cuore.
Non è necessario aspettare di abbandonare il corpo per vivere quella condizione di leggerezza, di pienezza, di profonda connessione con il cosmo, perchè questa è la vita… e tutti i nostri sforzi, tutti i nostri conflitti, le nostre sofferenze, lavorate o anche non lavorate, le nostre introspezioni, i nostri discorsi e i nostri silenzi… in poche parole questa nostra condizione umana, nella sua tensione verso il miglioramento in tutti i campi, nella sua ricerca della perfezione (che mai si può raggiungere perchè ogni cosa va, all’infinito, verso un sempre maggior grado di raffinatezza), procede verso la realizzazione del paradiso in terra.
L’espressione dell’umano sentire, nell’apparenza del divenire, va dalla grossolanità alla raffinatezza. L'attuale raffinatezza sarà grossolanità domani e così avanti in ogni campo, dalla musica alla cucina, dall'architettura alle relazioni umane, tutto si raffina di pari passo con il raffinarsi della nostra sensibilità.
Ora, l’anelito che alberga in me, o meglio, in questa forma a cui è stato dato il nome “Roberta”, è questo: compiere la missione umana nella relazione.
Compiere la missione umana nella relazione è semplicemente essere quello che si è, cioè una sfumatura, un dettaglio della vita stessa... io non sono che un dettaglio, ma quanto è importante curare questo dettaglio affinché si armonizzi con tutto il resto... ecco cosa vuol dire per me diventare strumento della vita.
Il “mio” anelito è semplicemente essere, e così contribuire al disegno del divino, all'evoluzione dell'umanità verso forme sempre più raffinate, che nella relazione umana si esprimono in tutte quelle manifestazioni di connessione con l'altro che in una parola potremmo definire: fratellanza.
1
2
ESTRATTO DALLA “VISIONE” DI PICTOR*
Via via che passano i giorni, si fa sempre più Vivo e Intenso - in me, il Desiderio di allinearmi al “mio” cosiddetto, “Piano di Volo”; consapevole che solo in Presenza di questa “Adesione Perfetta” a noi stessi, è possibile contribuire e collaborare attivamente, affinchè venga ristabilito il “Piano Divino” sulla Terra, unita/mente alla Gerarchia Spirituale del Pianeta, al Nuovo Gruppo di Servitori del Mondo e a tutti gli Uomini e Donne di Buona Volontà, ai quali mi sento intima/mente e indissolubil/mente connesso.
***
INTRODUZIONE
”La nozione del Nulla genera la Pietà…
La Pietà abolisce la differenza tra noi e gli altri…
Il confondere sé con gli altri realizza la Causa Comune…
Chi realizza la Causa Comune Mi trova e chi Mi trova sarà Buddha”
(Cit. dal Film “Milarepa” - Regia di Liliana Cavani)
CONCLUSIONI
“Ci sono due modi in cui puoi vivere la vita.
Uno sta nel non ritenere possibile il miracolo.
L'altro sta nel ritenere ogni cosa un miracolo.”
(Albert Einstein)
“Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo.”
(Mahatma Gandhi)
Infine, riteniamo necessario rammentare l'esortazione di Gotama Buddha
a tutti gli aspiranti Argonauti (-: inclusi noi stessi :-)
“Non credere a quanto ti viene annunciato come verità dottrinale solo per la forza carismatica di chi lo fa; né devi credere per un fatto di religione, di cultura, di casta, o di razza; né per un'imposizione qualunque, sia pure manifestata in buona fede. Credi solo se quanto ti viene indicato trova corrispondenza nella tua anima e nel sano giudizio che alberga in te. Solo così sarai un uomo libero e capace di promulgare, a tua volta, la Verità agli altri.”
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La Tela Sonora
La Tela sonora e' una rete che attrae la poesia per espanderla e farla conoscere nel mondo, qui e ora: non esiste passato non esiste futuro. il futuro é il passato come é stato pensato da TE.
Ascolta ora in questo momento, l'unico possibile attimo.
Le parole della poesia letta sono adesso e ora, la loro musicalità é un tantra che raggiunge il cervello e soprattutto il cuore.
visita http://www.radioalma.blogspot.com/ ed ascolta le puntate trascorse in compagnia dei poeti.
La tela é per tutti grandi e piccini senza distinzione, accoglie per espandere per ritornare nel mondo con una forza più grande
Grazie a tutti coloro che hanno deciso di partecipare, la tela é vostra
Ascolta ora in questo momento, l'unico possibile attimo.
Le parole della poesia letta sono adesso e ora, la loro musicalità é un tantra che raggiunge il cervello e soprattutto il cuore.
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La tela é per tutti grandi e piccini senza distinzione, accoglie per espandere per ritornare nel mondo con una forza più grande
Grazie a tutti coloro che hanno deciso di partecipare, la tela é vostra