giovedì 27 agosto 2009

“GENOVA TRA BEAT E CANTAUTORI"

DEDICATO A FERNANDA PIVANO”
GENOVA 29 AGOSTO 2009
ARENA DEL MARE ORE 21,30
Un concerto dedicato a Fernanda Pivano, nume tutelare della Beat Generation e di tanti artisti e poeti che amava ricambiata con rispetto e dedizione, a pochi giorni dalla sua scomparsa.

Tra loro in particolare Fabrizio De Andrè, e con lui molti cantautori che si riconoscevano e si riconoscono interpreti di quel magico incontro tra musica e poesia che è la canzone d’autore.

Culla ideale dei loro incontri spesso Genova, immaginario o reale sottofondo di luci e ombre di un’umanità in viaggio.

Francesco Baccini, accompagnato al sax da Luca Volontè e alla chitarra da Massimo Ceriotti Vittorio Descalzi, Fabrizio Giudice, Maurizio Lauzi, Max Manfredi ed Edmondo Romano, con la voce narrante di Claudio Pozzani e alcune immagini di repertorio tratte da interviste della stessa Pivano, in una serata di grande musica e spettacolo voluta e organizzata da Comune di Genova Urban Lab e da Assoartisti Confesercenti Liguria con la collaborazione del Festival Internazionale di Poesia.

Voci uniche di artisti molto diversi tra loro, insieme sul palco dell’Arena del Mare, per dedicare i loro successi più noti ad una musa che rimarrà “forever young” – per citare l’amico Bob Dylan - con l’abbraccio del pubblico di questa città così amata, e con un pensiero a Fabrizio De Andrè.

L’espressione di un tessuto storico che ha intriso da sempre il porto con le sue speranze con suoi sogni di chi arriva e di chi è partito.

Grazie Nanda “Per averci fatto scoprire l’America un’altra volta, attraverso le tue traduzioni di scrittori e poeti come Faulkner, Hemingway, Fitzgerald, Ginsberg, Kerouac, Burroughs, Ferlinghetti, Corso, Lee Masters e averci così dischiuso la porta di nuovi sogni, nuovi modi e mondi espressivi.

Per averci insegnato l’amore per la lettura, per le grandi e piccole storie, per i viaggi, per la cultura.

Per essere un esempio di curiosità intellettuale e di spirito libero e indipendente.

Per non avere mai perso il tuo meraviglioso sorriso e aver serbato sempre Genova nel tuo cuore e averla fatta danzare al ritmo del tuo entusiasmo e della tua passione.”

Con il patrocinio di Fondazione Fabrizio De Andrè, Fondazione per la Cultura Palazzo Ducale.

Per informazioni:
Comune di Genova, 335-5699502
Assoartisti Genova, Stefania Bertini, cell. 335-5757758
Festival Internazionale di Poesia, Claudio Pozzani cell.347-2684956, info@festivalpoesia.org

mercoledì 26 agosto 2009

Abattement


ce vendredi 28 août à 20h33 à Seneffe!


Incarnation charnelle et visuelle d’un livre
(performance, photographies, radiophonie)
De et par Nathalie Gassel
mise en onde radiophonique : Thierry Genicot
voix : Monique Dorsel et Charles Gonzalès
mise en scène : Monique Dorsel

Le livre sera disponible sur place: prix: 7,50€

C'est dans le cadre du Festival d'auteurs Scènes à Seneffe que sera donnée cette première lecture du magnifique texte de Nathalie Gassel

Infos pratiques
Adresse: Le Théâtre du Château de Seneffe - 6, rue Lucien Plasman - 7180 Seneffe (Belgique)

Luigi di Ruscio

Poesia del norvegese Thor Sørheime (1949)
tradotta da Luigi Di Ruscio


A memoria

C’è sempre un tunnel
dall’altra parte della luce, un piccolo buco
sui i nostri tramonti, riflessi e dolori dell’amore
perché il mondo non crolli sulle nostre teste. E noi che viaggiamo
a memoria ricorderemo quella parte della montagna
con le pietre pericolanti sopra di noi
e i più famosi oracoli profetizzeranno sempre giustamente
sino a quando considereremo la nostra vita
con una certa allegria.

martedì 25 agosto 2009

ODIN TEATRET

ODIN TEATRET - dalla Danimarca a Montichiari (BS) Thursday, 10 September 2009
Time: 09:00
Montichiari, IT

L’Associazione Culturale “I Saggi e i Folli” nell’ambito della diffusione e della promozione della cultura teatrale ha predisposto un programma di attività in collaborazione con l’Odin Teatret di Holstebro (Danimarca) dal 10 al 12 settembre 2009 con l’attrice, regista e docente Julia Varley che si svolgerà al Garda Forum BCC del Garda in via Trieste 62 a Montichiari (BS) – Italy.

venerdì 21 agosto 2009

La meravigliosa ed irripetibile inutilità



Quando voglio tirarmi su il morale e passare piacevolmente il tempo, vado in via Firdusi, dove il signor Firdusi vende tappeti persiani. Il signor Firdusi, che ha trascorso una vita a contatto con l'arte e la bellezza, guarda alla realtà circostante come a un film di serie B proiettato in un vecchio cinema pidocchioso. "E' solo questione di gusto" mi dice. "L'essenziale è aver gusto. Se un po' più di gente avesse un po' più di gusto, il mondo sarebbe diverso. Tutti gli orrori", lui li chiama orrori, "come menzogna, tradimento, furto, delazione si possono invariabilmente raggruppare sotto un unico denominatore: cose del genere le fa chi manca di gusto". E' convinto che il paese ce la farà a sopravvivere e che la bellezza sia indistruttibile. "Si ricordi", mi dice srotolando l'ennesimo tappeto (sa che non lo comprerò, ma vuole almeno rallegrarmi mostrandomelo), "che quel che ha permesso ai persiani di restare persiani per duecentomilacinquecento anni, quello che ci ha permesso di restare noi stessi malgrado tante guerre, invasioni e occupazioni, è stata la nostra forza spirituale, non quella materiale; la nostra poesia, non la tecnica; la nostra religione, non le fabbriche. Che cosa abbiamo dato al mondo? La poesia, la miniatura e il tappeto. Come vede, tutte cose inutili dal punto di vista produttivo. Ma attraverso di esse ci siamo espressi. Abbiamo dato al mondo questa meravigliosa ed irripetibile inutilità. Abbiamo dato al mondo qualcosa che non ha reso la vita più facile, però l'ha abbellita, sempre che una distinzione del genere abbia senso. Per noi, per esempio, il tappeto è un bisogno vitale. Lei srotola un tappeto in mezzo a un deserto ardente, ci si sdraia sopra e si sente come in un prato verde. Sì, i nostri tappeti ricordano i prati in fiore. Vi si vedono fiori, giardini, laghetti e fontane. Tra i cespugli si aggirano pavoni. Un tappeto dura per sempre, un buon tappeto mantiene i colori per secoli e secoli. Quindi, anche vivendo n un deserto spoglio e monotono, lei vive in un eterno giardino che non perde mai colori né freschezza. Può anche sbizzarrirsi ad immaginare i profumi, il mormorio del ruscello, il canto degli uccelli. E allora si sente bene, si sente importante, più vicino a cielo: si sente un poeta".

Ryszard Kapuscinski, Shah-in-Shah (1982)

mercoledì 19 agosto 2009

come mi innamoro facilmente


Un'altra cartolina di Max Ponte

gli SCAT a Radio Alma

Scat

Abitazioni sonore, dove la narrazione non ha bisogno di parole.

“…è una musica con pochi paragoni, e questo è’ indubbiamente un
merito (…). I musicisti (…) sono veramente bravi e meritano tutta
l’attenzione possibile.”
Stefano I. Bianchi – blow up 97 - Giugno 2006
“Assoli e crescendi post-rock indirizzano atmosfere lounge nella
creazione di travolgenti storie musicali. Melodie che si assorbono a
livello pettorale.”
Claudia Selmi - http://www.rockit.it
“I Nostri sei musicisti, infatti, spaziano dal jazz alla psichedelia, dal
rock al cantautorato, senza perdere colpi, dimostrando ottima
tecnica strumentale ed un sempre ben accetto ecclettismo di base”.
(Steve - 8/10/05) - www.munnezza.it
“…sicuramente un lavoro per palati fini, attenti alle sfumature”.
The Bokal - http://www.perkele.it
“…ci troviamo al cospetto di una delle più convincenti releases
Italiane dell’anno, che lascia ben sperare per il prosieguo
dell’attività del gruppo torinese”.
Luigi Ametta - http://digilander.iol.it/anewland/nowarn.htm

Evelina Schatz

COSI IL DONO


nello specchio si raddoppia la meraviglia di dono
e l’Infinito moltiplica l’eco riflesso.
infine anche piacere fa rima con dono

vuol l’Altro catturare —
del desiderio la rete a volte dona e uccide —
purezza possibile del dono impossibile

Xenia come Pandora ricca di ogni dono
l’imprevedibile evento tempo sopprimendo
scandaglia la generosità

per legge della prospettiva fra gli specchi
si diventa giramondo. Ogni paese è solamente
un seguito di albe della prima infanzia dell’esule

Così il dono



Milano 25 giugno 2009

Fabiano Alborghetti - festival di Medana, in Slovenia, dal 25 al 30 Agosto 2009



Sarà nuovamente il poeta italo-svizzero Fabiano Alborghetti a rappresentare la Svizzera e la lingua italiana in un festival all’estero. Dopo la partecipazione nel 2008 all’Other Words Festival di San Francisco, sarà la volta del festival di Medana, in Slovenia, dal 25 al 30 Agosto 2009.
Le giornate della poesia e del vino, questo il nome del festival nato nel 1997 che anche quest’anno vedrà 25 autori provenienti da tutto il mondo iniziare le letture da Ljubljana per spostarsi, durante le giornate letterarie, nelle regioni di produzione viticola dove gli autori saranno accolti da un pubblico proveniente oltre che dalla Slovenia anche dalla vicina Italia. Le letture si svolgeranno in numerose località dividendosi tra biblioteche, librerie, musei e aziende vinicole. A complemento, concerti, spettacoli teatrali, proiezioni mostre ed installazioni dove più discipline dialogheranno in uno scambio continuo e reciproco tra autori, pubblico, culture e nazionalità. Ospiti d’eccezione per questa edizione saranno i poeti Durs Grunbein dalla Germania e Rumen Leonidov dalla Bulgaria che terranno a battesimo un proprio volume di liriche tradotto in sloveno.


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Fabiano Alborghetti, già borsa letteraria Pro Helvetia nel 2008, leggerà poesia tratte dal volume Registro dei fragili di imminente pubblicazione per Casagrande e presentato al pubblico durante le Giornate Letterarie di Soletta dello scorso Maggio. La traduzione in francese della raccolta è confermata per il 2010 a cura delle Editions d’En Bas di Losanna mentre altri estratti sono stati tradotti in spagnolo, tedesco, arabo, sloveno ed inglese e pubblicati in prestigiose riviste internazionali.

L’autore è infatti uno degli autori inclusi da Casagrande Editore nel programma «Moving Words» progetto attraverso il quale Pro Helvetia intende impegnarsi a favore della traduzione letteraria, rafforzando gli scambi fra le regioni linguistiche svizzere e incrementando la presenza delle opere elvetiche sul mercato librario internazionale.
Fabiano Alborghetti, nato a Milano nel 1970 ma da anni residente a Paradiso, oltre che poeta è anche critico letterario, drammaturgo e collabora per diverse case editrici.

E’ il sesto rappresentante della Svizzera dall’apertura del festival. I precedenti connazionali sono stati Armin Senser (1998), Raphael Urweider (2001), Michael Stauffer (2002), Sabina Naef (2003) e Christian Uetz (2004). E’ il solo autore svizzero di lingua italiana ad avere mai partecipato al festival.
Il programma completo è consultabile al sito www.medana.org


www.fabianoalborghetti.ch
press.office@fabianoalborghetti.ch

la carovana dei poeti (a Radio Alma)


Luca Ariano e Luca Paci (a cura di)
Pro/Testo
introduzione di Mimmo Cangiano


€ 16,50 pp. 362 (Neumi)
ISBN 978 88 95139 63 0

«Protestare in poesia non vuol semplicemente dire parlare della Realtà, vuol dire provare a sottrarsi ad un rapporto con questa di tipo passivo e massificante, e vuol dire anzi abiurare all’idea dell’innocenza del rapporto soggetto-mondo, rinunciare alla fede nella possibilità di un collegamento schietto e non mediato col reale, rinunciare a qualsiasi rivolo impressionista, e forzare ogni forma (psicologica, estetica, politica, morale) contro sé stessa, fino al punto da costringerla a rivelare (per eccessiva ironia o per eccessiva violenza) la propria arbitrarietà, fino a far vedere al lettore la possibilità di un’Alternativa. È la paralisi conoscitiva (e di conseguenza la paralisi attuativa) che viene smascherata quando il soggetto diviene pronto a riconoscersi quale mero ricettore del «dato di fatto», quando il poeta scopre che la propria operazione di selezione e valutazione altro non era che una frode auto-perpetrantesi ai suoi danni, quando l’uomo (o il cittadino)riconosce che quello che aveva creduto essere punto di vista privilegiato da cui guardare il mondo altro non era che il luogo dove il mondo osservava lui, immobile, assolutamente incapace a trascendere (senza che questo termine abbia alcuna connotazione metafisica), con un atto critico, le strutture organizzate del mondo stesso.»
(dalla Introduzione di Mimmo Cangiano)

appuntamento in radio con alcuni poeti che hanno participato all'antologia
presentazione di Stefano Amorese, con il brano "Serpentario" (x Pro/Testo)
Faraòn Meteosès (all’anagrafe Stefano Amorese - Roma 1965). I suoi esordi artistici (anni 80) lo vedono collaborare con diversi gruppi di poeti ed artisti dell’underground romano. Successivamente, porta la poesia in strada con le Letture allo scoperto. Con la Compagnia Parateatrale “Il piede di porco” (come promotore, autore ed interprete) inscena Per ludum dicere (teatro di poesia) e successivamente Glifi apocrifi e geroglifici ipertrofici (composizioni a voci plurime). Suoi testi sono presenti in numerose antologie (tra cui “Pro/Testo”, FaraEditore, 2009). Al suo attivo, pubblicazioni su riviste e in Rete, interventi radiotelevisivi, partecipazioni a varie rassegne di poesia, collaborazioni per elaborati sinestetici. È autore di «Psicofantaossessioni» (LietoColle, 2007). Sono in via di stampa: “Il dolce cammino…” (poesie per 32 sequenze fotografiche di Fabrizio Buratta) e la raccolta completiva: «Ecolallaliche».


ascolta

La Tela Sonora

La Tela sonora e' una rete che attrae la poesia per espanderla e farla conoscere nel mondo, qui e ora: non esiste passato non esiste futuro. il futuro é il passato come é stato pensato da TE.

Ascolta ora in questo momento, l'unico possibile attimo.

Le parole della poesia letta sono adesso e ora, la loro musicalità é un tantra che raggiunge il cervello e soprattutto il cuore.

visita http://www.radioalma.blogspot.com/ ed ascolta le puntate trascorse in compagnia dei poeti.

La tela é per tutti grandi e piccini senza distinzione, accoglie per espandere per ritornare nel mondo con una forza più grande

Grazie a tutti coloro che hanno deciso di partecipare, la tela é vostra